Pensiero Visivo e coltellini svizzeri

Ma quanto spazio diamo al pensiero visivo, alla facilitazione visuale, al coaching visivo? Per rispondere a questa domanda, a parte l’immagine di quanto potremmo investire come organizzazioni, ho preso l’esempio del coltello svizzero. Da tempo ho un coltello svizzero che mi porto con me soprattutto anche quando non sono in vacanza e sto lavorando. Qualche volta lo uso quando sono in aree da pic nic. Questa volta l’ho aperto bene, in ufficio, e cosa ho visto

1.      Cavatappi

2.      Coltello lungo

3.      Apriscatole

4.      Apri…mumble questo non lo so..Mi devo informare

5.      Un coltellino sottile e stretto (forse per tagliare i cordini)

6.      Coltello piccolo

Pensavo di avere più utensili..ma già queste poche cose oltre che conoscerle le dovrei anche utilizzare. E qui viene il punto che non mi ricordo le cose che ho…e che vedo.

Dan Roam nel suo libro “Sul retro del tovagliolo”, ma anche sul suo approfondimento tecnico “Unfolding the Napkin” spiega meglio alcuni elementi o utensili che utilizza nelle sue raccomandazione sul pensiero visuale.

Mi permetto di farne un riassunto perché utile e fondamentale. In primo luogo facciamo un paragone fra il mio coltello svizzero ed il suo (visuale e metaforico). Il suo contiene 14 utensili. Vediamoli insieme (ancora perché rivederli o conoscerli nuovamente in ambito visual thinking è ri-conoscerli di nuovo):

1.      Perché (fa leva sul disegnare l’equazione, la visione, la soluzione, la lezione, il perché, la morale della storia, quello che si ottiene alla fine della giornata)

2.      Come (fa leva sul disegnare il flusso di lavoro, la causa e l’effetto, l’azione scatenante, il flusso/la traiettoria, il percorso, l’influenza,il risultato…il come ….si riesce a…..)

3.      Dove (fa leva sul disegnare la mappa, il luogo, la posizione, la relazione, la distanza, il quadrante, il dentro/fuori, la sovrapposizione …..)

4.      Quanto (fa leva sul disegnare un modello organizzativo, un esempio di quantità o metrica, una torta, un diagramma, un istogramma, un numero o una quantità, molti o pochi, una tendenza,una percentuale, una modalità di comparazione, un ‘addizione/sottrazione …..)

5.      Chi/Cosa ( fa leva sul disegnare “ritratti”, ossia quelli dei clienti, i loro segmenti, le loro componenti, parti o pezzi finali, prodotti, servizi (anche con più nomi)

6.      Occhi

7.      L’occhio della mente

8.      Mani + Occhi

9.      SQUID (fa leva sul disegnare in modo contemporaneo due situazioni che guidano il cervello a percorrere due binari paralleli SEMPLICE/ELABORATO +QUALITA’/QUANTITA’+VISIONE/ESECUZIONE+INDIVIDUALE/COMPARATO+ DIFFERENTE DA/UGUALE…..)

10.  Vedere (ci sono sei modi di vedere)

11.  Guardare

12.  Immaginare

13.  Mostrare (ci sono sei modi per mostrare.)

14.  Quando (fa leva sul disegnare l’orizzonte temporale, la sequenza, l’ordine nel tempo, il tempo, la storia o la narrazione fattuale di quanto avviene o avverrà, la dipendenza dei singoli passi)

Bene. Occorrerebbe descriverli tutti. La cosa buona è che di fronte a me stesso e ad un problema posso risolvere o visualizzare quanto sta accadendo e tutto quello che può essere o diventare attraverso questi 15 utensili. E se io utilizzo sempre lo stesso coltello…meglio cambiarlo in qualcosa di più duttile..

E’ questo è già un inizio importante. E per concludere vi scrivo alcune regole non scritte del visual thinking per ricordarci della sua importanza.

Prima regola non scritta del visual thinking

  • Chiunque descrive al meglio il problema è anche chi lo può risolvere probabilmente al meglio
  • Chiunque disegna la migliore visione, ottiene anche la possibile soluzione

Seconda regola non scritta del visual thinking

  • Non possiamo risolvere un problema che ci sormonta, ma se lo visualizziamo qualcosa può cambiare
  • Per capire cosa stiamo vedendo dobbiamo spezzarlo in pezzi piccoli e strutturati

Terza regola non scritta del visual thinking

  • I problemi non vengono risolti dal più veloce o dal più intelligente
  • Vengono risolte da quello che vede le possibilità
  • Chi ha la migliore immaginazione vince.

Gian Carlo Manzoni